Villa Cappellari Bonato


Il fabbricato è situato a nord della vecchia Longarone; la sua costruzione viene fatta risalire a circa il 1860 su progetto dell’arch. Mengoni (costruttore della galleria Vittorio Emanuele di Milano e della ferrovia Feltre-Belluno) e realizzata da Agostino Cappellari, costruttore longaronese proveniente dal Friuli.

La facciata principale porta tre affreschi incorniciati: il medaglione alto sotto il timpano rappresenta Veneranda Sacchet Cappellari, mentre i due più piccoli rappresentano, a destra, Antonio Talacchini, impresario di Varese, costruttore dell’Alemagna e artefice della bonifica della piana di Villanova Faè, chiamata poi “campagna Protti”, a sinistra Giuseppe Mengoni.

La villa di stile liberty neogotico austriaco era costituita dall’edificio principale, ancor oggi abbastanza conservato, e uno secondario di minor rilevanza architettonica, che ha subito una modifica negli anni ’20 (si narra per ottenere una sala da ballo per i figli dei Bonato).

L’edificio si sviluppa su quattro piani: al piano terra si ha l’ingresso principale con due locali, per lo studio del Sig. Cappellari; una scala in pietra di Castellavazzo porta ai piani superiori; il primo piano era riservato alla zona giorno (soggiorno, tinello, fogher…); al secondo piano c’è la camera matrimoniale con arredi originali, le pareti affrescate, il soffitto con una lunetta centrale con quattro putti che sorreggono immagine di un cappello (Cappellari) e di un sacchetto (Sacchet); il terzo piano è costituito da quattro camere più una soffitta nel sottotetto.
 

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