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Vajont - 9 ottobre 1963 cronaca di una catastrofe

Di Bepi Zanfron - Fotoreporter
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Descrizione

Alle 22,39 del 9 ottobre 1963 dalle pendici del monte Toc, preceduta da evidenti segni premonitori, si stacca su un fronte di quasi due chilometri e quattrocento metri una massa di roccia valutata in 260 milioni di metri cubi che alla velocità di 50-60 chilometri all'ora precipita nel bacino del Vajont, in quel momento a quota 700,42 cioè 25 metri sotto il livello di massimo invaso della diga a doppia volta più alta del mondo.
E' una frana che non ha riscontro tra quelle cadute in epoca storica in Europa: il materiale raggiunge l'altezza di 400 metri sul fondovalle, tanto che nel punto più elevato sormonta la diga di 140 metri. Solleva 50 milioni di metri cubi d'acqua fino all'altezza di 230 metri. L'ondata devasta gli abitati del Comune di Erto e Casso e poi, superato lo sbarramento di cemento armato, si abbatte come un maglio nella valle del Piave mutilando Castellavazzo e cancellando Longarone. Quasi duemila le vittime. Il fotoreporter Giuseppe Zanfron è nei luoghi della catastrofe con i primi soccorritori.

Orari di apertura

Ufficio Pro Loco 

Dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

Sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00

CHIUSO DOMENICA E FESTIVI 

Museo "Longarone Vajont Attimi di storia"

Dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

Sabato e domenica dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18.00

CHIUSO I FESTIVI

Info Tourist 

Dal martedì alla domenica con orario continuato: 9:00-16:00 (fino al 1/9/19)

CHIUSO LUNEDì