I primi sopraluoghi nella valle del Vajont

 

Vajont, prima del 1963, era il nome poco conosciuto di una valle, in sinistra orografica, del medio corso del Piave, di cui è affluente. Le acque del torrente Vajont hanno scavato lo stretto solco fluviale tra le ripide pareti rocciose, dando origine ad una forra profonda oltre 300 metri.
La posizione geografica ha fatto sì che le acque del Vajont venissero impiegate per la produzione di energia e per azionare segherie e mulini già da molti secoli, ma è con l'arrivo della SIV (Società Idroelettrica Veneta, poi assorbita dalla SADE, Società Adriatica di Elettricità) negli anni '20, che prende corpo la svolta nella storia di questa valle.
Tra gli anni '30 e gli anni '60 la ricchezza delle acque alpine del bacino imbrifero del fiume Piave divenne oggetto di sfruttamento intensivo: venne predisposta un'architettura di capillare utilizzo di queste acque con dighe, condotte forzate e centrali, tra le quali il lago artificiale del Vajont, grazie alla sua posizione strategica, avrebbe occupato un ruolo di primaria importanza.

 

Fino al 1912, quando fu costruita una strada carreggiabile per scopi militari, i paesini di Erto e Casso erano raggiungibili solo attraverso ripidi sentieri. Attraverso gallerie la strada saliva lungo la valle, attraversandola in località Colomber con il ponte più alto d'Italia (135 metri). Essa assunse rilevanza storica nel 1917 quando Rommel la percorse per discendere a Longarone con un gruppo di soldati, bloccando così la ritirata delle truppe italiane dopo Caporetto. L'intera strada venne utilizzata fino al 1956, quando fu sostituita con una variante,una derivazione della statale nel versante destro della valle di circa 6 km., parte in galleria. Il nuovo ponte del Vajont, costruito con tecniche all'avanguardia: si realizzarono due semiarchi verticali, montati su dei perni sui lati della valle, che vennero poi calati e congiunti. Sopra queste strutture venne costruita la strada: era alta 120 metri. L'opera è ricordata anche come ponte Mantelli, dal nome della ditta costruttrice.

 

Il 19 gennaio 1922 la società anonima Bortolo Lazzaris presenta domanda per una concessione di derivazione del Piave in Comune di Perarolo; il 30 gennaio 1929 viene presentata una richiesta specifica per il Vajont, con un progetto firmato dall'ing. Carlo Semenza. 

 

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