Longarone dopo della sciagura

Il dopo Vajont

 

La frana del Vajont è un evento eccezionale per quattro aspetti:
1- dimensioni;
2- compattezza ed unità della massa;
3- velocità di scivolamento;
4- spostamento d'acqua.
DIMENSIONI: la frana ha un fronte di 2 km, un perimetro di circa 2,5 km e un volume di 260 milioni di metri cubi (pari a 800 volte il duomo di Milano; per portarla via sono necessari 100 camion che lavorino tutto il giorno, tutti i giorni dell'anno per sette secoli).
Una frana di dimensioni così rilevanti non è mai stata riscontrata in Europa in epoca storica (dopo le glaciazioni).
COMPATTEZZA ED UNITA': il materiale è scivolato in un blocco unico, senza smembrarsi in una cascata di massi disarticolati; si sono addirittura conservate le forme che il terreno aveva in precedenza.
VELOCITA': prima della catastrofe il versante sinistro del Vajont fu interessato da un movimento continua, ma lentissimo, rilevabile con apparecchiature di precisione. Nel pomeriggio del 9 ottobre 1963 il movimento aumentò, ma è alle 22.39 che il movimento mutò radicalmente raggiungendo i 90 km/h.
SPOSTAMENTO D'ACQUA: la massa complessiva d'acqua spostata è stata valuta in 50 milioni di metri cubi, dei quali 8 milioni sono stati spinti verso Erto, 15 milioni si sono riversati nel bacino stesso formando piccoli laghetti e 25 milioni hanno scavalcato la diga, abbattendosi, attraverso la forra del Vajont, nella valle del Piave.

 

Orari di apertura

Ufficio Pro Loco 

Lunedì dalle 15.00 alle 18.00

Dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

Sabato dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00

Museo "Longarone Vajont Attimi di storia"

Lunedì dalle 15.00 alle 18.00

Dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

Sabato dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00

 Domenica e Festivi 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00

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