LA VAL DEL GRISOL

 LA VAL DEL GRISOL:Igne - Mezzocanale -Soffranco - Ponte dei Ross - Val Costa dei Nass – Rizzapol - Soffranco - passerella sul Maè – Igne

località di partenza: Igne, 606 m
dislivello in salita: 440 m ca.
lunghezza totale: 26 km
tempo di percorrenza: 2,30 - 3 ore
grado di difficoltà: medio, un tratto di discesa difficile
quota massima raggiunta: Rizzapol, 850 m
cartografia: Tabacco scala 1:25.000 - foglio 025


Ci sono valli e località che spesso, nella civiltà dell'auto, rappresentano solo passaggi obbligati per raggiungere luoghi famosi e che nei ricordi hanno sempre la cornice di un finestrino. Così è quella parte della Val Zoldana che va da Longarone a Forno di Zoldo, chiusa nelle sue vertiginose pareti. Questo itinerario ne mostrerà gli aspetti più belli e sconosciuti della destra orografica, per poi addentrarsi nella laterale Val del Grisol, tanto solitaria quanto bella.

Cascate, orridi, boschi, vecchi villaggi, radure e cime saranno i compagni di viaggio di questa raccomandabile gita. E un percorso non particolarmente difficile, che dopo un buon riscaldamento stradale - inevitabile - stupirà e appagherà anche ì più esigenti, pur con qualche breve tratto impegnativo sia tecnicamente che fisicamente. 


Si parcheggia l'auto nella piazzetta presso la chiesetta di Igne, in comune di Longarone, raggiungibile in pochi chilometri dal capoluogo lungo la statale 251 della Val Zoldana. Da qui muoviamo verso nord, reinserendoci ben presto sulla statale e proseguendo in direzione di Forno di Zoldo. In questo primo tratto pedaliamo su asfalto, in estate piuttosto trafficato, a saliscendi lungo la sinistra idrografica del torrente Maè. Dopo aver tralasciato la deviazione per Soffranco che raggiungeremo più tardi - al km 5,7 ca. arriviamo in località Mezzocanale. Qui, proprio di fronte all'antica trattoria "Da Ninetta" (osservare la bella lapide del secolo scorso sulla facciata, che ricorda i moti del 1848), svoltiamo a sinistra abbandonando la statale.Troviamo subito una carrareccia e superiamo il torrente Maè su un altissimo ponte.


Seguendo la stradina, a bei saliscendi nel bosco, ripercorriamo in senso inverso la vallata, fino a raggiungere al km 8,1 l'abitato di Soffranco.Ritrovato l'asfalto - proprio all'ingresso del paesino c'è una bella fontana - svoltiamo subito a destra, in ripida salita. Ci aspettano ora 900 metri davvero ripidi, sempre su asfalto, dopo di che la strada diventa pianeggiante ed entra decisamente nella Val del Grisol. In alto, a sinistra, possiamo vedere il versante settentrionale del Monte Pelf, la terza cima, in ordine di altezza, del Parco.

A primavera, dai suoi alti circhi nevosi scende una impetuosa cascata, detta dai valligiani "El Fontanòn".Al km 11,5 arriviamo così ad un ponte preceduto da un bivio. A questo punto consigliamo una digressione lungo la selvaggia Val Costa dei Nass ("i nass" sono in dialetto gli alberi di tasso), profondo solco che si incunea verso la zona Prampèr - Van de Zita, cuore del settore nord - orientale del Parco. Per effettuare questa interessante deviazione dall'itinerario principale prendiamo la stradina a destra: dopo pochi metri, in corrispondenza di un cartello che indica l'ancora lontano "Rifugio Pramperet”, la strada diventa sterrata. Procediamo quasi in piano fra bei boschi, in prossimità del torrente che forma verdi pozze di acqua turbinante, fino ad un primo ponte.

Lo superiamo e, su pendenze più sostenute, continuiamo fino ad un successivo ponte (1,9 km dall'ultimo bivio). Voltandoci verso la vallata percorsa possiamo vedere le boscose e dirupate cime che costituiscono la dorsale del Pelf". Da qui noi consigliamo il ritorno all'itinerario principale: la prosecuzione sarebbe possibile ancora per circa 1 km, su pendenze molto ripide e con un fondo reso difficile dalle numerose piccole frane che interessano la strada. Questa in seguito finisce e, trasformatasi in sentiero (segnavia Cai n. 513) porta al rifugio Pramperet.Ritornati all'itinerario principale, giriamo a destra e, superati due ponti vicini, teniamo decisamente la sinistra.

Merita uno sguardo il torrente che scorre turbinoso sotto di noi. Da una delle sponde si protendono verso l'acqua tre alti faggi, cresciuti praticamente sospesi nel vuoto. Proseguiamo ora lungo il versante meridionale della Val del Grisol, su buon asfalto in salita. Dopo circa 3,5 km questa finisce ed arriviamo alle prime case della piana di Rizzapol, vasto alpeggio con pascoli, campi e numerose baite, molte delle quali oggi ristrutturate a seconde case. La vista e magnifica sulle montagne che rappresentano le prime propaggini del Bosconero e, dietro di noi, sulle boscose cime di Cajada, che ci dividono dalla conca omonima.Conviene proseguire attraversando tutta la piana, anche dopo la fine della strada asfaltata.

In basso, oltre il solco del Maè, possiamo vedere Igne, il paesino da cui siamo partiti. Ritornati sui nostri passi, scendiamo su asfalto fino a ritrovare le ultime case di Rizzapol (attenzione: sono le prime incontrate in salila). Qui giriamo a destra, praticamente invertendo la direzione di marcia, per sentiero a fondo erboso all'inizio pianeggiante.

Fondamentale indossare caschetto e guanti. Poco dopo, 30 metri prima di una casa, si svolta decisamente a sinistra, invertendo la direzione.Il sentiero diventa ben presto ripido, a fondo piuttosto sconnesso, e solo i più esperti ed allenati riusciranno a restare sempre in sella. Dopo 400 metri circa si passa vicino ad un capitello dedicato a S. Antonio. Il sentiero è lungo in tutto 1900 metri ed è mollo bello. Letteralmente scavato nel ripido pendio, presenta ancora oggi lunghi muretti a secco di sostegno e tratti selciati, a testimonianza della maestria e della cura dei valligiani per le loro montagne. Ritrovato l'asfalto (attenzione negli ultimi metri del sentiero: l'erba bagnata può nascondere viscidi ciottoli), siamo di nuovo nel paesino di Soffranco.

Giriamo a destra, all'inizio su asfalto, e continuiamo la discesa lungo il Maè e verso Longarone.L'asfalto ben presto finisce e proseguiamo a saliscendi lungo una stradina che spesso scavalca ripidi affluenti del Maè su ponticelli da cui si ammirano belle cascate. Questo tratto va percorso con calma, ammirando l'ambiente che ci circonda e che segna un netto distacco con la trafficata statale che corre dall'altra parte della valle. Al km 25,1 ca. (compresa la deviazione per la Val Costa dei Nass) bisogna prestare molta attenzione. Dobbiamo prendere una deviazione a sinistra in discesa, proprio all'altezza di un palo di una linea elettrica, per trovare l'arditissima passerella che scavalca il Maè.

È questo un ponte davvero impressionante, mollo stretto, ma non pericoloso. È sospeso oltre 100 metri sopra il quasi invisibile fondo della forra, ma con i suoi alti parapetti è transitabile con sicurezza anche dai ciclisti. Va però percorso lentamente, facendo attenzione ai numero-si pedoni che lo attraversano.Raggiunta l'altra sponda e la statale, giriamo a sinistra, risalendo la valle, per 400 metri. Subito dopo una decisa curva a destra, svoltiamo a destra e in poche centinaia di metri raggiungiamo la piazza di Igne. Abbiamo in tutto percorso 26 km dalla partenza, calcolando anche la deviazione in Val Costa dei Nass. 

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Dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

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Lunedì dalle 15.00 alle 18.00

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Sabato dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00

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