Pirago e Muda Mae'

Campanile Pirago

Come una porta della natura, Pirago permette di raggiungere attraverso sentieri e mulattiere la tranquillità e la pace, nel silenzio di faggete e abetaie.
Il campanile di Pirago, miracolosamente scampato all'onda distruttiva del Vajont è una delle tappe fondamentali dell'itinerario della memoria, una icone della tragedia che ha travolto 1910 vite umane.
 
 Il campanile di Pirago, miracolosamente scampato all'onda distruttiva del Vajont è una delle tappe fondamentali dell'itinerario della memoria, una icona della tragedia che ha travolto 1910 vite umane.
La torre campanaria e l'abside rivolta a est costituiscono i resti dell'antica chiesa di Pirago andata distrutta nel disastro del Vajont. Dedicata a San Tommaso apostolo, venne eretta verso la fine del 1400 dai Regolieri di Longarone, Igne e Pirago, che ne curavano la manutenzione e seppellivano i defunti nell'adiacente cimitero, poi ampliato dopo Napoleone. Dalla relazione della Visita Pastorale del 1726 si ricava che il fabbricato, ad aula, misurava 12 x 7 metri.
Dal 2000 il sito è stato oggetto di un intervento di recupero che ha comportato, oltre alla sistemazione del camposanto, il restauro dei manufatti con metodologie non invasive. Sull'area antistante l'abside è stata realizzata una pavimentazione in pietra di Castellavazzo simile all'originaria, delimitata da murature in sassi che ricalcano il perimetro dell'antica navata.
 
Progettato nel 1966 dagli architetti Avon, Tentori e Zanuso, il cimitero di Muda Maè appartiene alle opere di carattere collettivo che vennero realizzate all'indomani del disastro del Vajont. Ubicato in un'area di valore paesaggistico, dominata sullo sfondo dalla valle della diga, il nuovo camposanto di Longarone si connota per l'elevata qualità architettonica. L'opera, che rimanda alla tradizione funeraria di tipo ipogeo, si articola in una serie di volumi appena emergenti dal terreno, distribuiti lungo un percorso che si svolge in trincea. Gli spazi e i camminamenti sono delimitati da murature in pietrame a vista dalla tessitura irregolare, che testimoniano l'Alto magistero esecutivo proprio delle maestranze locali. Lo stesso muro in cinta ricorda più le strutture confinarie dei poderi di montagna che il limite fisico di un sito cimiteriale.

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