Fae' e Fortogna

Fortogna 1

Fortogna 2Il piccolo paese di Fortogna è situato  sulla destra orografica del fiume Piave a 5 km da Longarone. A nord  è situato il piccolo borgo di S. Martino. A pochi km da Fortogna in direzione nord si trova Faè, piccolo borgo di case nato proprio in prossimità della strada principale.

 
 
Fortogna è la porta di accesso a sud di Longarone. Le origini di questo piccolo borgo si fanno risalire all'epoca romana: numerose sono le testimonianze archeologiche ritrovate nei secoli in seguito a costruzione e ristrutturazioni di edifici e infrastrutture. Nel tempo sono andate affermandosi le attività legate alla lavorazione del legname ma non solo: importante fu il ruolo che assunse a livello socio economico la fabbrica tessile nata all'inizio del XX secolo nella parte dove oggi sorge la moderna zona industriale di S. Martino.
 
Faè è stato paese di falegnami e boscaioli. E' qui che nel secolo scorso nasce una delle fabbriche più importanti d'Italia per la lavorazione del legno, in particolare costruzione di pannelli. La Faesite, come si chiamava l'azienda, portò occupazione in tutta la vallata longaronese. Negli anni '30 anche il Duce Benito Mussolini fece visita a questa fabbrica, fiore all'occhiello dell'Italia che incominciava a industrializzarsi. Chiuse negli anni '70 del secolo scorso in seguito al sopravvenire della tecnica e della concorrenza.
 
Sempre in questo piccolo paese, sulla parte più bassa in prossimità del fiume Piave quasi, sorse anche un grande parco, meglio conosciuto come "la tenuta Protti". All'inizio del secolo scorso un nobile di Longarone Gustavo Protti fece costruire qui la sua villa. A fianco ad essa venne costruita anche una chiesetta. In seguito ai viaggi che fece nel mondo, importò nel suo parco specie di piante sconosciute allora, tra le quali la sequoia. Nel 1963 in seguito al Disastro del Vajont tutta Faè basso e la tenuta Protti venne spazzata via. Sopravvisse solo la parte alta del paese: Faè alto.
 
Dopo il disastro il vecchio parco Protti è stato in parte ricostruito: oggi c'è ancora la sequoia (l'unico albero sopravissuto alla tragedia del '63), alcuni laghetti e in particolare i meli biologici coltivati. 
 
Non è stata ricostruita la villa Protti, sono ancora visibili le vecchie fondamenta. A fianco alla villa gli abitanti hanno voluto ricostruire con le loro mani la vecchia chiesetta che si afaccia sulla strada statale di Alemagna.
 
Fortogna è legata alla storia del Vajont: è in questo villaggio che sorge il cimitero dove sono state sepolte le quasi 2000 vittime di quell'immane tragedia che ha segnato la vita di tutti i longaronesi.
 
L'urgenza del momento costrinse i soccorritori a trovare un'area adeguata fuori dai centri abitati, per evitare epidemie, e non troppo lontano dal luogo della tragedia: la piana a nord dell'abitato di Fortogna era il terreno ideale per questo Campo Santo.
 
Il cimitero delle vittime del Vajont è stato ristrutturato nel 2003. Oggi i visitatori hanno la possibilità di accedere al campo santo da un portale al cui interno è stata realizzata una mostra fotografica riguardo il cimitero stesso.
 
Numerosi i Presidenti della Repubblica che hanno fatto visita al cimitero delle vittime del Vajont: Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. Anche il Pontefice Giovanni Paolo II si fermò a Fortogna per ricordare le Vittime e dedicare loro un momento di preghiera. Numerosi sono i visitatori che ogni anno accedono al portale per ricordare le vittime.

 

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