I Musei

Longarone è il capofila della rete museale "Piave Maè" che riunisce e collega variegate ed interessanti realtà museali tipicamente bellunesi, legate da due importanti vie naturali che si identificano con il fiume Piave e il torrente Maè. 

Expo Archeologica Castellavazzo

Ultima novità nel panorama museale e culturale di Castelavazzo è la Expo Archeologica, che raccoglie ed espone, in un allestimento razionale e moderno, buona parte dei reperti romani ed alto-medievali venuti alla luce dalle campagne di scavo nel territorio castellano degli ultimi 20 anni, affermando ancora una volta la importanza di Castellavazzo quale centro della Valle del Piave sorgendo sulla via di comunicazione verso l'Europa Transalpina, arteria di grande importanza già dall'Età del Ferro (primo millennio a.C.).

L'expo archeologica di Castellavazzo si pregia di poter esporre i ritrovamenti frutto di varie campagne di scavo che hanno portato alla luce reperti appartenenti ad una necropoli, altri databili al periodo classico e alcuni a quello alto medievale. Il percorso espositivo, ben studiato e strutturato nella sala al piano terra dell'ex sede municipale di Catellavazzo, porta il visitatore ad esplorare il tempo e lo spazio, guidato tanto dagli oggetti esposti - tra i quali si ricordano monete, spilloni, anelli, stili, punte e frammenti, anfore e pugnali - quanto dagli importanti pannelli esplicativi. Un passaggio di sicuro effetto che lascia affascinati i visitatori è la riproduzione grafica dello scheletro del giovane con pugnale, affiancato dai due grandi classici archeologici del territorio di Castellavazzo, la più famosa e ormai identificativa stele neroniana datata al I secolo d.C. e il fossile della spina dorsale di uno squalo preistorico su due lastre (una in positivo e l'altra in negativo) di pietra rossa di Castellavazzo.

 

PERCORSO MUSEALE

La sala che ospita la Expo Archeologica vede il proprio percorso da una serie di pannelli che non solo dividono lo spazio ma supportano il visitatore contestualizzando i reperti e illustrando la storia del territorio nei secoli di riferimento.
Il percorso ha una struttura cronologica, principiando dalla doppia lastra di pietra rossa di Castellavazzo che ingloba il fossile di un grande squalo preistorico che popolava i fondali marini bellunesi
A segnare il passaggio all'epoca romana è la famosa stele neroniana (54-68 d.C), base con iscrizione dedicatoria, che fornisce preziose informazioni sull'organizzazione territoriale dell'area in epoca romana. Due magistrati dedicano alla comunità locale dei Laebactes un "horilogium cum sedibus", ovvero una meridiana sotto forma di obelisco e circondata da sedili, una sorta di luogo di aggregazione. Questa base iscritta fu poi soggetta alla rinascimentale ottica del riuso delle antichità ed impiegata quale sostegno dell'altare della chiesa di sant'Elena almeno tra il 1540 e il 1795 e forse fino alla fine dei giorni dello stesso luogo di culto, a causa della sua distruzione nel 1822 durante i lavori sulla Strada d'Alemagna voluti dall'Imperatore Francesco I d'Austria.
Gli ulteriori oggetti ascrivibili alla romanità e messi in mostra nelle teche successive sono provenienti da un deposito votivo, presenza che sarebbe indizio della presenza di una vicina area di culto a monte della piazza: tra gli reperti ritrovati ed esposti possiamo annoverare molte monete (IV-V secolo d.C.) e oggetti di ornamento personale e di uso quotidiano in bronzo e vetro, ma anche due bronzetti di matrice venetica del tipo "guerriero a riposo".
Nelle teche centrali trovano spazio due tombe ad incinerazione databile tra la fine del I e gli inizi del Ii secolo d.C. ed emerse durante gli scavi in località Crosta negli anni 1996-1997 assieme ad una vasta area di combustione ricca di materiali, rinviabili a pratiche di commemorazione successive. Notevoli sono gli elementi che componevano i corredi funebri delle due sepolture, tra i quali spiccano un piccolo anello d'oro di pregevole fattura e strumenti di scrittura, indici della appartenenza ad una classe abbiente.
Il percorso si chiude con una interessante e riuscita ricostruzione grafica della sepoltura alto-medievale (VI-VII secolo d.C.) venuta alla luce durante gli ultimi scavi della piazza di Castellavazzo del 2009. Lo scheletro appartiene ad un ragazzo tra gli 11 e i 13 anni di età, accompagnato nel suo ultimo viaggio da un coltello a serramanico del tipo "Farra" di notevole qualità di esecuzione.

 

 

Via Roma, 16 - Longarone (BL)
L'apertura si effettua su prenotazione chiamando il seguente numero 348/0159951

 

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(Testi e foto tratti dal sito www.museipiavemae.com)

 

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EN

The latest novelty in the exhibition field in Belluno, the Archaeological Exhibition of Castellavazzo develops and interesting  itinerary among Roman and early Middle Age findings, such as coins, amphoras, rings, small bottles, fibulas and coins. Together with the fossil of a pre-historic shark, a Roman stele dating back to the 1st century A.D. and the reconstruction of a burial, inside which a dagger, which is exhibited here, was found.

Museo Etnografico degli Usi e dei Costumi - Zoldo Alto

Gli ampi spazi delle vecchie scuole elementari sono ancora deputati, in altra forma, alla diffusione della cultura e della conoscenza: sono diventati ora, infatti, la sede del Museo Etnografico degli Usi e dei Costumi della Val di Zoldo, sorto nel 1986 con l'obiettivo di raccogliere le testimonianze della vita e del lavoro dei propri antenati, ma anche le informazioni per comunicare la propria storia, l'economia passata, il folklore e il dialetto, tanto che tutti gli oggetti esposti hanno la propria targhetta che riporta il nome dell'idioma locale. Sono qui raccolti infatti molti manufatti tipici e caratteristici del territorio divisi in diverse sezioni tematiche che vanno dall'agricoltura alla metallurgia, dalle attività boschive alla filatura e la lavorazione del latte. Un salto nel passati e nella tradizione che viene completato dall'esposizione di abiti e costumi, ma soprattutto dalla puntuale ricostruzione dell'interno di una dimora tipica del luogo con la zona giorno dominata dalla presenza del caratteristico fornel. Da sottolineare anche il recupero e l'esposizione di un affresco che decorava una abitazione secentesca della valle, che rischiava di andare perduto per il suo abbandono.

 Si data all'anno 1986 l'apertura della esposizione etnografica presso gli ampi spazi delle vecchie scuole elementari di Goima di Zoldo Alto, affascinante borgata ubicata sul versante zoldano del passo Duran, per iniziativa di un gruppo di volontari locali con l'obiettivo specifico di raccogliere tutti gli oggetti e le immagini che permettessero di non lasciar andare perduta la cultura, l'economia, il folklore e il dialetto tradizionali della Valle di Goima.

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PERCORSO MUSEALE

La ricca collezione si articola in diverse sezioni - divise in base al settore che si è scelto di sondare - che descrivono gli aspetti più significativi e rappresentativi dell'economia e della vita quotidiana proprie del luogo fino alla metà del Novecento. 

Il percorso museale si snoda in due sale al primo piano dell'ex edificio scolastico. 

Nella prima troneggiano la ricostruzione di una porzione di abitazione tipica con il fornel, sedie impagliate a mano, immagini di devozione popolare ma anche vari utensili da cucina su uno scaffale, nonché una camera con il letto presentante una struttura in legno così come la culla, alla quale si affianca una teca con gli abiti tradizionali locali di fine Ottocento-inizio Novecento. 
A completare questa sala si trovano un bancone del falegname con tutti gli attrezzi per la lavorazione degli oggetti in legno, svariate paia di sci e premi vinti in gare sciistiche,  nonché la riproduzione tramite un modellino tridimensionale di un fienile (tabià) nelle sue fasi di realizzazione supportate da schede molto dettagliate e ancora di un plastico orografico sulla località di Goima.   

Nella seconda sala si racchiude il clou della collezione, trovandovi esposti quei manufatti che testimoniano la tradizione lavorativa della valle divise secondo i settori della vita quotidiana e dell'economia. 
Se inizialmente troviamo gli utensili più vari utilizzati in cucina e per l'alimentazione (tra i quali notiamo lo stampo per i casonziei, tipici gnocchi, e la palla per tostare i lupini e l'orzo) nonché gli stampi di latteria per la produzione del burro, a fronte si incontra la interessante sezione dedicata alla lavorazione delle fibre tessili vegetali e animali (canapa, lino e lana) dove oltre agli strumenti utilizzati ritroviamo in esposizione il guado, la pianta dal cui seme si traeva il pigmento per la colorazione blu delle stoffe, ampiamente sfruttata nelle botteghe bellunesi e veneziane dove gli artigiani di Goima si erano trasferiti per lavorare. 
Si vedono poi le sezioni dedicate alla realizzazione delle calzature e alla lavorazione del legno, dove da notare sono gli attrezzi per la produzione delle scandole, le tipiche tegole lignee delle abitazioni di montagna. 
A chiudere questa sala ci sono le parti dedicate all'allevamento, con l'esposizione di una nutrita serie di campanacci per mucche e capre, e alla fienagione. 

 

Indirizzo
Via Molin - Loc. Gavaz- Zoldo Alto
Tel. 0437 575819 - 0437 797038

Orario di apertura
Nei mesi di luglio e agosto: Sabato, domenica e festivi 16.00-19.00
Da settembre a giugno: Su prenotazione

 

(Testi e foto tratti dal sito www.museipiavemae.com)

 

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EN

The wide of the old elementary school host the Ethnographic Museum of Use and Customs of the Val (Valley) di Goima, which gathers together typical and characteristic handmade products concerning agriculture, metallurgy, wood activities, spinning, clothes the local cuisine and dairy productions. A leap into the past completed by an accurate reconstruction of the inside of a typical home of the sea.

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DE

In den großen Räumen der alten Grundschule liegt heute das Museo Etnograficodegli Usi e dei Costumi aus dem Tal Goima. Hier sind typische lokale Artefakte gesammelt, die Ackerbau, Metallverarbeitung, Waldabeiten, Spinnen, Bekleidung, Küche und Milchverarbeitung betreffen. Es handet sich um einen Sprung in die Vergangenheit, ergänzt durch die ausführliche Rekonstruktion des Inneren eines typischen Hauses.

Museo Etnografico "El Poiat" - Zoppè di Cadore

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E' l' "Union de i Ladign de Zopè" che si occupa della gestione del Museo di Zoppè di Cadore, ospitato nella restaurata sede della ex latteria, che si trova poco più avanti della suggestiva chiesa di Sant'Anna che si ricorda per conservare pregevoli opere d'arte e di intaglio. Se il percorso museale inizia con la contestualizzazione storica locale anche e soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo e lo sfruttamento del territorio nell'ambito degli opifici e degli jal, ovvero le piazzole dove veniva prodotto il carbone attraverso la combustione imperfetta del legname in un cumolo denominato poiat, la prosecuzione dell'esposizione vira verso uno stampo più prettamente etnografico con una rassegna di attrezzature utilizzate un tempo tanto in ambito domestico quanto in quello lavorativo da calzolai, fabbri, cacciatori e, ovviamente carbonai. L'efficace allestimento è completato dalla ricostruzione stilizzata al centro della sala della struttura di un poiat, che all'interno ospita uno spazio multimediale dove i visitatori possono assistere alla proiezione di interessanti filmati e documentari inerenti ai temi del museo.

 

Tel. 0437 791000

 

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(Testi e foto tratti dal sito www.museipiavemae.com)

 

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EN

Run by the “Union de i Ladign de Zopè”, the Ethnographic Museum deals with local history and the exploitation of the resources of the land, highlighting the extraction of coal from the process of burning local timber in a characteristic pot (poiat), but also exhibiting everyday work material and tools. A stylized reconstruction of a poiat, in the middle of room, hosts a multimedia space for the showing of documentaries.

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DE

Verwaltet von der “Union de i Lodigin de Zopè”, seigt das ethnographische Museum die lokale Geschchte und die Nutzung der lokalen Ressourcen. Es wird die Gewinnung von Holzkohledurch Holzverbrennung in eimen charakteristischen Kohlenmeiler (poiat) besonders hervorgehoben. Man vergisst nicht diese Aussstellung von alltäglichen Materialien und Werkzuegen. Mitten in dem nSaal dient ein Stilisierter Poiat als multimedialer Raum für eine Dokumentarfilmvorfiuhrung.

Museo del Cidolo e del Legname - Perarolo di Cadore

Un allestimento immediato ed efficace rende piacevole ed interessante la visita al Museo del Cidolo e del Legname, supportata dalla suggestiva location di Palazzo Lazzaris, un tempo abitazione di una ricca famiglia di mercanti di legname ed ora struttura di pregio in uso al Comune di Perarolo.

La prima sezione espositiva incentra l'attenzione sulle importanti e capillari attività di sfruttamento del bosco, mentre la seconda tratta la storia di Perarolo letta attraverso le potenzialità date dalla massa di tronchi che fluitando per il Boite e l'alto Piave qui giungevano e si fermavano a monte dei ciodoli, le chiuse artificiali che ne permettevano la raccolta, la segnatura della proprietà e il successivo smistamento alle segherie una volta dato il via alla menada.

Potenzialità che in passato hanno fatto di Perarolo porto di arrivo e di partenza del legname cadorino, tanto che - non a caso - uno dei primi toponimi alla sua origine fu proprio quello di Ponteporto. Notevoli all'interno del Museo sono i due modellini che vanno a ricostruire la forma e il funzionamento della struttura del ciodolo, un viatico in più per conoscere la storia e riflettere sulla funzione e sulla passata rilevanza di questo territorio. (tratto dalla brochure della rete museale)Museo Cidolo

 

 


Indirizzo

Via Regina Margherita
Perarolo di Cadore
Tel. 0435 71036 (Municipio)

Orari di apertura
Su prenotazione

 

(Testi tratti dal sito www.museipiavemae.com)

 

 

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EN

An immediate and effective set up makes a visit to the Timber and Cidolo Museum pleasant and interesting, and never more precious thank to the suggestive location of the Lazzaris Palace. The exhibition deals with the exploitation of the forest and the transportation of the timber, explaining the function of the cidolo -an artificial dam which used to regulate the floating of the timber- , but also deals with the history of Perarolo, analysed in the light of its economic and territorial functions.

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DE

Eine wirungsvolle und reiche Ausstattung macht den Besuch des Mueseo del Legname e del Cidolo besonders faszinierend und interresant. Dazu liefert anch die Schönheit des Palazzo Lazzaris ihren Beitrag. Die Ausstellung seitg die verschiedenen Möglichkeiten der Waldnutzung und den Transport des Holzes. Dabei wird die Rolle des „cidolo“ – der „Kunstklause“ die die Flösserei des Holzes regelte- eklärt. Wir erfhren in deisem Museum viel von der Geschichte von Perarolo mit besonderer Berücksichtigung seiner territorialen und wirtschaftlichen Rollen. 

Portale Vittime del Vajont - Fortogna (Longarone)

Portale di entrata del cimitero monumentale Vittime del Vajont che espone alcuni reperti storici e un percorso fotografico relativo alla realizzazione del cimitero stesso e alcune opere ispirate alla tragedia.

 

Percorso che dal portale porta alla chiesetta passando al centro del cimitero.

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Interno del piano superiore del portale 

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Interno al piano terra del portale 

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L'esterno del portale 

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Cimitero delle vittime:

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Visita del presidente Renzi per il 50° anniversario dalla tragedia:

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Orari di apertura

Ufficio Pro Loco 

Lunedì dalle 15.00 alle 18.00

Dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

Sabato dalle 9.00 alle 12.30 

CHIUSO LUNEDì MATTINA, DOMENICA E FESTIVI 

Museo "Longarone Vajont Attimi di storia"

Lunedì dalle 15.00 alle 18.00

Dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00

Sabato dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14:00 alle 18.00

CHIUSO LUNEDì MATTINA, DOMENICA E FESTIVI

Info Tourist 

Maggio: sabato, domenica e festivi: 9.30-12.30 e 14.30-17.30

                                                                         Giugno (fino a domenica 16 giugno): aperto con orario continuato: 9.00-16.00

                                                                                                CHIUSO LUNEDì